Azienda · Ultimo aggiornamento agosto 2026

Principi
etici.

Quattro cose a cui teniamo, e un confine che non attraversiamo.

Non abbiamo un elenco lungo di valori. Ne bastano quattro. Il modo onesto di misurarli non è enunciarli, ma guardare che cosa costano quando applicarli è scomodo.

Trasparenza

Diciamo cosa sappiamo e cosa non sappiamo, tenendo le due cose separate. Nella ricerca significa distinguere ciò che è stabilito da ciò che è ancora conteso, e pubblicare anche i risultati nulli: sono la parte della letteratura che oggi manca, ed è la ragione per cui interi campi restano confusi. Se una linea di lavoro non porta da nessuna parte, lo diciamo, invece di ridefinire l'obiettivo a posteriori.

Onestà su cosa esiste e cosa no

Non presentiamo come disponibile una capacità che è ancora una domanda aperta. È il punto più delicato del nostro lavoro: MNEMOS studia se l'innesto controllato di nuove tracce mnestiche possa diventare possibile, non lo offre. Su questi temi le parole fanno danni, e usarle male è il modo più rapido per rendere un campo di ricerca irriconoscibile.

Vale anche sul lavoro ordinario: non proponiamo ciò che non serve e non prendiamo incarichi che non riusciamo a seguire bene. Quando non siamo le persone giuste, preferiamo dirlo.

Le persone prima dei dati

Le informazioni che ci vengono affidate restano riservate e le usiamo solo per il lavoro concordato. Raccogliamo il minimo che serve, e lo diciamo prima. Chi partecipa a una ricerca sceglie l'obiettivo, non lo sceglie il protocollo, e può ritirarsi mentre il percorso è in corso senza che questo gli costi nulla.

L'AI resta sotto supervisione umana

Nei sistemi che costruiamo il motore propone e una persona decide, con le fonti visibili e ogni scelta ricostruibile a posteriori. Non chiudiamo l'anello: un sistema lasciato a ottimizzare da solo un obiettivo che riguarda le persone trova scorciatoie che nessuno vorrebbe, e le trova più in fretta di quanto ce ne accorgeremmo.

Il confine

Alcune cose non le facciamo, e vale la pena scriverle per esteso: nessun intervento senza consenso libero, informato e revocabile; nessun uso occulto; nessuna alterazione del comportamento di chi non l'ha chiesta, nemmeno quando qualcuno la definirebbe benevola.

Dove questi vincoli diventano concreti, cioè nella ricerca sulla memoria, li abbiamo argomentati uno per uno nelle direzioni di MNEMOS. È lì che si vede se un principio regge.

Come proviamo a mettere in pratica tutto questo, nel concreto, è scritto nella nostra policy di comportamento.